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DATTERIBisceglie. L’ultima operazione condotta a Trani dai militari dell’Ufficio Locale Marittimo ha permesso di denunciare a piede libero un sub, C.M. classe 66, già noto alle Forze dell’Ordine, in rientro nel porto di Trani dopo che aveva provocato seri danni agli scogli lungo il litorale sud, per appropriarsi del prezioso mitile. 

Un intervento questo, che permette di contrastare il fenomeno di particolare gravità per i danni ambientali che cagiona.
Il blitz è scattato nel primo pomeriggio dopo un lungo appostamento nel porto di Trani: è stata fermata un’autovettura che ispezionata permetteva il rinvenimento di un sacco di plastica contenente ben sei Kg di datteri di mare.
L’attività di pesca del dattero di mare è purtroppo tornata in auge ultimamente lungo il litorale di Trani e Bisceglie, proprio alimentata dalla richiesta di consumatori senza scrupoli. Già la scorsa settimana, analogo sequestro era stato condotto nella città di Bisceglie da parte del personale della Guardia Costiera.
La pesca del dattero è particolarmente distruttiva dell'habitat marino, sono necessarie attrezzature quali martelli pneumatici e pinze, il cui utilizzo danneggia la fauna e la flora marina che si forma dove il dattero trova il proprio alloggio naturale, al punto che bisogna attendere decenni affinché la stessa, una volta danneggiata, si possa ripristinare.
Per questo motivo la Guardia Costiera sensibilizza i consumatori sul danno ambientale che causa la pesca di detto edule, atteso che la richiesta sul mercato è giustificata da un semplice quanto deleterio “gusto per il proibito”, non avendo il dattero di mare caratteristiche nutrizionali e di sapore che lo differenziano in modo evidente dai frutti di mare consentiti, nonché, esorta i cittadini a non indugiare nel segnalare alla locale Capitaneria di Porto, sia i punti vendita sia i ristoranti che propongono la vendita di datteri di mare.

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DATTERIBisceglie. L’ultima operazione condotta a Trani dai militari dell’Ufficio Locale Marittimo ha permesso di denunciare a piede libero un sub, C.M. classe 66, già noto alle Forze dell’Ordine, in rientro nel porto di Trani dopo che aveva provocato seri danni agli scogli lungo il litorale sud, per appropriarsi del prezioso mitile. 

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L’attività di pesca del dattero di mare è purtroppo tornata in auge ultimamente lungo il litorale di Trani e Bisceglie, proprio alimentata dalla richiesta di consumatori senza scrupoli. Già la scorsa settimana, analogo sequestro era stato condotto nella città di Bisceglie da parte del personale della Guardia Costiera.
La pesca del dattero è particolarmente distruttiva dell'habitat marino, sono necessarie attrezzature quali martelli pneumatici e pinze, il cui utilizzo danneggia la fauna e la flora marina che si forma dove il dattero trova il proprio alloggio naturale, al punto che bisogna attendere decenni affinché la stessa, una volta danneggiata, si possa ripristinare.
Per questo motivo la Guardia Costiera sensibilizza i consumatori sul danno ambientale che causa la pesca di detto edule, atteso che la richiesta sul mercato è giustificata da un semplice quanto deleterio “gusto per il proibito”, non avendo il dattero di mare caratteristiche nutrizionali e di sapore che lo differenziano in modo evidente dai frutti di mare consentiti, nonché, esorta i cittadini a non indugiare nel segnalare alla locale Capitaneria di Porto, sia i punti vendita sia i ristoranti che propongono la vendita di datteri di mare.

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